Roma, 17 gen – “La scelta per l’inaugurazione di quest’anno accademico è di valorizzare l’Europa della conoscenza, del confronto sistematico, in quanto l’Europa è la metafora del viaggio dei giovani, come esempio di maggiore socializzazione, rappresentando così una forma più avanzata di convivenza civile. Dal Trattato di Roma, che ne sancisce la fondazione, la cultura europea ha profondamente mutato le relazioni sociali, facendo crescere i cittadini. Non dobbiamo perdere perciò le radici su cui si è formata l’Europa, è la storia di una tradizione che permette alle idee più diverse di convivere, è, infatti, la Regione al mondo più ricca di idee. Nel complesso processo della Brexit, dobbiamo sperare che la Gran Bretagna non lasci l’Europa, perché così il rapporto con le università resterà intenso. L’Erasmus ha visto crescere più 4 milioni di persone tramite gli studi, il lavoro e il volontariato. La mobilità è, infatti, scritta nel codice genetico dell’università. La generazione Erasmus è una felice ambiguità di cittadinanza. E, come ha sottolineato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella “l’Europa di cui si parla troppo poco è radicata nelle attese dei nostri giovani”. L’Europa è il simbolo della sprovincializzazione e di una cultura per definizione senza confini. Antonio Megalizzi è un esempio dei ragazzi di quest’Europa». L’ha sottolineato Eugenio Gaudio rettore de La Sapienza intervenendo alle celebrazioni per l’apertura dell’anno accademico 2018-2019, 716° dalla fondazione della Università Sapienza di Roma. (Pep)