(17 gennaio 2019) Per sbarcare in Europa e sperare di diventarne cittadini non ci sono solo gli scafisti. Per chi può permetterselo ci sono anche gli sportelli delle banche, dove è possibile negoziare l’acquisto di un passaporto. Per entrare in Europa attraverso la Lettonia, ad esempio, è sufficiente un investimento di 250mila euro in immobili o di 50mila euro in una società. Lo hanno già fatto 15.500 extracomunitari, perlopiù russi e cinesi. I quali, nel loro nuovo status di cittadini lettoni, possono ora liberamente circolare in tutti i Paesi dell’Unione, aprire ovunque una società e un conto bancario.
In 10 anni i paesi dell’Unione europea hanno venduto 133 mila tra passaporti e permessi di residenza ad altrettanti milionari extracomunitari, in prevalenza russi, cinesi e arabi. Sono 13 gli Stati che offrono residenza o cittadinanza in cambio di denaro: si tratta di Austria, Cipro, Lussemburgo, Malta, Grecia, Lettonia, Portogallo, Spagna, Irlanda, Gran Bretagna, Bulgaria, Olanda e Francia.
Un rapporto congiunto di Transparency International e di Global Witness calcola che la vendita dei passaporti abbia finora fruttato circa 25 miliardi di euro. Il passaporto più costoso sembra sia quello austriaco, per il quale servono circa 10 milioni di euro. Costa 2 milioni un passaporto cipriota, mentre bastano 250 mila euro per un documento greco.
Un paio di mesi fa il parlamento europeo si è espresso contro il commercio delle cittadinanze, che porta con sé rischi concreti di riciclaggio di denaro sporco e corruzione. Ma l’appello, come riferisce oggi il Sole 24 Ore, è caduto nel vuoto, e centinaia di ricchi diventano ogni giorno cittadini europei semplicemente pagando. Sono loro i veri migranti economici.