Roma, 21 gen – Osservati per la prima volta solo pochi anni fa, i quartetti di guanine (G4) sono strutture di DNA che invece della classica doppia elica presentano una quadrupla elica formata dall’incontro di quattro sequenze ricche di guanina. Si tratta di “formazioni instabili” e per questo possono rivelarsi un punto strategico per attivare meccanismi in grado di provocare la morte delle cellule tumorali. Non a caso molti scienziati sono impegnati da tempo nella ricerca di composti chimici capaci di interagire attivamente con i G4 e di essere efficaci nella terapia dei tumori.
“Lo studio è partito dall’analisi del meccanismo molecolare di alcuni composti che interagiscono con i quartetti di guanine, uno dei quali è stato sintetizzato proprio all’Università di Bologna, nei laboratori del nostro Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dalla dottoressa Rita Morigi”, spiega il professor Capranico. L’azione di questi composti è particolarmente rilevante perché agisce allo stesso tempo su due fronti: da un lato provoca la morte delle cellule tumorali e dall’altro attiva i meccanismi di difesa dell’organismo stimolando la risposta immunitaria contro la malattia. “Queste molecole – conferma Capranico – sono in grado di stabilizzare i G4 e anche altre strutture non canoniche del DNA all’interno delle cellule tumorali: un fenomeno che provoca gravi disfunzioni nell’attività del genoma”. Un risultato che apre la strada a nuove modalità di trattamento dei tumori. “Il risultato è positivo, ma la ricerca deve continuare perché non abbiamo ancora la molecola giusta, adeguata per il trattamento di pazienti oncologici”, precisa il prof. Capranico.
La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America (PNAS) con il titolo “DNA damage and genome instability by G-quadruplex ligands are mediated by R loops in human cancer cells”.
A realizzare lo studio – finanziato con un contributo dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC) – è stato il gruppo di ricerca guidato dal professor Giovanni Capranico al Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna: Alessio De Magis, Stefano Manzo, Marco Russo, Jessica Marinello, Rita Morigi. Ha collaborato inoltre Olivier Sordet dell’Università di Tolosa (Francia).
(PO / BIG ITALY / red)