Roma, 21 gen – Un meccanismo che, secondo Di Battista, sarebbe alla base della questione migratoria. Oggi sul blog del Movimento 5 Stelle compare anche un intervento di Otto Bitjoka, fondatore dell’Unione delle comunità africane in Italia, secondo il quale “finalmente ci siamo, occorre costruire un nuovo paradigma sulla questione immigrazione africana nera in Italia. Dobbiamo realizzare le condizioni di un confronto dialettico partendo dalle cause e non gli effetti. Di Battista chiede una decolonizzazione totale, riconosce che senza la sovranità dei popoli Africani difficilmente si risolverà la questione immigrazione in quanto tentativo di welfare shopping, cosa ben diversa dal concetto di mobilità globale. Bravo Alessandro, il punto è il rinascimento economico basato sul paradigma endogeno, non il banalissimo leitmotiv del Piano Marshall”. Luigi Marattin, del Partito democratico, in un video su Twitter, si produce però in un piccolo debunking, spiegando come in realtà il franco si stampi nei singoli paesi africani, e che si tratti “semplicemente di un modo per ancorare monete deboli a una moneta forte come l’Euro per evitare fluttuazioni spesso svantaggiose”. In ogni caso, i principali Paesi da cui provengono i migranti che sbarcano sulle coste italiani, tra cui Tunisia, Eritrea, Mali, Sudan, non aderiscono al Fca.