Roma, 22 gen – L’Italia è davanti alla Francia in Europa per valore aggiunto agricolo totale ma l’agricoltura italiana è anche diventata la piu’ green d’Europa e, oltre a contare sulla maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario, ha la leadership nel numero di imprese che coltivano biologico, la piu’ vasta rete di aziende agricole e mercati di vendita a chilometri zero che non devono percorrere lunghe distanza con mezzi di trasporto inquinanti, ma anche la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma.
La Francia difende peraltro strenuamente i propri marchi nell’agroalimentare ma senza troppe difficoltà è riuscita a mettere le mani su brand importanti che hanno fatto la storia del made in Italy. Soprattutto nel settore del latte e dei formaggi. Parmalat , Invernizzi, Galbani e Locatelli e una presenza francese è anche nella Fattoria Scaldasole e nella Ferrari Giovanni. Prestigiose aziende vitivinicole come Biondi Santi sono state acquisite dai cugini d’oltralpe come addirittura la Orzo Bimbo è della francese Nutrition&Santè S.A. ma anche nello zucchero italiano c’è la mano francese su Eridania. Oggi 4 pacchi di zucchero su 5 consumati in Italia sono stranieri, soprattutto francesi e tedeschi perché le acquisizioni tendono a privilegiare gli acquisti di materia prima d’Oltralpe.
Italia e Francia pero’ condividono pero’ molte battaglie per la tutela della qualità in Europa a partire dalla difesa delle specialità alimentari dalle imitazioni molto diffuse a livello internazionale dei vini, dei formaggi e degli altri prodotti tipici. Se per l’Italia ad essere piu’ taroccati sono Parmigiano Reggiano o il Grana Padano ma anche prosciutto di Parma o San Daniele, Chianti o Amarone, per la Francia – continua la Coldiretti – ad essere sotto attacco sono lo Champagne, ma anche il Beaujolais, Bordeaux, Cognac e formaggi come Roquefort.
(red)