Roma, 22 gen – “Alcuni avvenimenti del XX secolo sono stati inquinati da verità stravolte, da silenzi compiacenti e da tentativi di rimozione. Ma più forte si fa la volontà di eliminare i fatti, più riemergono prepotentemente”: sono le parole pronunciate da Piero Tarticchio nella Sala Nassirya del Senato, illustrando la nascita del Comitato familiari delle vittime giuliane, istriane, fiumane e dalmate, di cui sarà presidente pro-tempore. Una storia, quelle foibe, che Tarticchio – nato a Gallesano (Pola) nel 1936 – conosce sulla sua pelle: “Faccio memoria da oltre 25 anni. Lo faccio per onorare la memoria di mio padre e di altri 6 parenti tutti infoibati. La storia va vissuta, non interpretata: io l’ho vissuta e alla fine il pubblico lo capisce, ma duole constatare che l’Italia è un Paese senza antenati né posteri perché priva della memoria di stessa”. Alla presentazione a Palazzo Madama erano presenti i soci fondatori del Comitato (tra i quali la vicepresidente pro-tempore Marisa Brugna), esponenti di primo piano dell’associazionismo giuliano, istriano, fiumano e dalmata, nonché nipoti e pronipoti di Norma Cossetto, giovane studentessa istriana laureanda all’università di Padova, barbaramente violentata e uccisa dai partigiani titini e la cui storia è raccontata nel film “Red Land (Rosso Istria)”. (SEGUE)