Roma, 23 gen – Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, intervenuto in Senato, per la sua relazione annuale sull’amministrazione della Giustizia, auspica “che si possa inaugurare una stagione di riforme condivise, che siano frutto di un confronto dialettico, senza scontri inutili e dannosi”: questo anche perché “le riforme fatte in precedenza” dai governi precedenti “sono state fatte troppo di fretta”. Per esempio, nel corso del 2019 è prevista una riforma che punti ad accorciare sensibilmente i tempi dei processi: “L’impegno del mio dicastero per garantire un servizio in grado di produrre decisioni in tempi congrui e ragionevoli, evitando che l’accesso al processo civile si trasformi in una richiesta di giustizia costantemente negata, è e dovrà essere assoluto – dice Bonafede – E’ così che si produce la sfiducia dei cittadini e la diffidenza degli investitori stranieri”. Tra un anno entrerà in vigore anche la riforma della prescrizione, che non si applicherà più dopo che sarà stata emessa la sentenza di primo grado in un processo: “A chi dice che lo stop alla prescrizione produrrà un ulteriore aumento dei tempi dei processi – risponde Bonafede – garantisco che è in programma un intervento strutturale sulle cause che sono all’origine delle lungaggini del processo, tra cui l’ampliamento del personale”. Ed entro la fine di febbraio arriverà anche un disegno di legge delega sulla riforma del rito civile, per semplificare i procedimenti.
(SEGUE)