Roma, 23 gen – I corsi offerti completano il curriculum degli studenti che frequentano già corsi di italiano. Invece, chi non studia italiano, ma ama la lingua di Dante, l’arte, la cucina del Bel Paese, oltre ad un corso di lingua, potrà comunque godere di un tuffo nella realtà italiana. “Il corso inaugurale dura 2 settimane ma si possono scegliere varie opzioni: da 1 sino a 6 settimane, passando per tutte le opzioni intermedie – spiega Giuseppe Sommario vicepresidente di AsSud, ricercatore e studioso dei fenomeni migratori presso l’Università Cattolica di Milano –. Sarà un corso di lingua e cultura ma anche un modo per fare turismo culturale, lento, di ritorno. Un modo per conoscere ed immergersi nei ritmi e nello stile di vita dell’Italia meridionale, dei borghi interni. La classe sarà accompagnata in piazze, chiostri, vigneti, castelli, monasteri: in questo modo, gli studenti possono migliorare l’italiano a contatto con la realtà viva”. Fuori dai confini nazionali, oltre due milioni di persone decidono ogni anno di apprendere l’italiano – che è la quarta lingua più studiata nel mondo -. In un mondo, dunque, sempre più attratto dalla lingua e dalla cultura italiana, la Scuola offre un percorso dinamico e coinvolgente che permette di accedere all’italiano attraverso il piacere della scoperta di luoghi, storia, arte, cinema, teatro, musica, cucina. Un esempio di lezione itinerante è la visita a Pizzo, in provincia di Vibo Valentia, in Calabria, dove si trovano il castello aragonese in cui fu fucilato Murat e la seicentesca chiesetta di Piedigrotta. Il tutto si concluderà con l’assaggio del famoso “Tartufo di Pizzo”: la lezione diventerà quindi, allo stesso tempo, lezione di lingua, storia, cultura e tradizioni. (SEGUE)