SISTINA: VINCENZO SALEMME IN SCENA DAL 30 GENNAIO CON “CON TUTTO IL CUORE”
Dopo lo straordinario successo per due stagioni teatrali, battendo ogni record d’incasso, Vincenzo Salemme torna dal 30 gennaio al 24 febbraio con una sua nuova divertentissima commedia “Con tutto il cuore”. “Il mio nuovo spettacolo sarà ancora una commedia. Nel senso più scolastico della parola – spiega Salemme – perché anche stavolta, come nella mia precedente ‘Una festa esagerata’, vorrei che il pubblico si divertisse molto. E perché anche stavolta al centro della vicenda c’è un piccolo uomo, il mite insegnante di lettere antiche Ottavio Camaldoli, che subisce un trapianto di cuore, ma non sa che il cuore gli è stato dato in dono, è quello di un feroce delinquente, Antonio Carannante morto ucciso, il quale prima di morire ha sussurrato alla mamma, feroce quanto lui, le ultime volontà: che il proprio cuore possa continuare a pulsare anche dopo la sua morte, affinché colui che lo riceverà in dono (Ottavio appunto), possa vendicarlo. Il povero Ottavio – si legge ancora nelle note d regia – però, pur avendo effettivamente cambiato il cuore, non ha modificato il suo carattere. E non ha nessuna intenzione di trasformarsi in assassino. Lui che già subisce le angherie di una ex moglie e del suo nuovo compagno, lui che è troppo remissivo con la figlia ventenne che vive in casa con lui. Lui che si fa abbindolare da un finto infermiere e da una finta governante indiana, lui che rispetta ed ha sempre rispettato la legge, questo uomo dal temperamento quasi vile, dovrà sottostare alla prepotenza della Signora Carmela (mamma di Carannante) e sarà costretto col passare dei giorni a diventare un duro. Un cinico. Un uomo capace di rendere il proprio cuore chiuso come la pietra. Forse tutto questo per dimostrare che in ognuno di noi ci sono tutte le sfumature e tutti i colori dell’animo umano. E che è sempre l’occasione che ci costringe a fare delle scelte. E in quelle scelte si capisce davvero qual è la nostra natura più profonda”. Scritta, diretta e interpretata da Salemme la commedia vede sul palco Domenico Aria, Vincenzo Borrino, Antonella Cioli, Sergio D’Auria, Teresa Del Vecchio, Antonio Guerriero, Giovanni Ribo’, Mirea Flavia Stellato. (red)
AL BRANCACCIO ALICE IN WONDERLAND DAL 25 GENNAIO
Il 25 gennaio e per due settimane, il Teatro Brancaccio di Roma (via Merulana 244) accoglierà la prima data del tour europeo del Circus-Theatre Elysium: uno spettacolo unico al mondo dove un cast di trenta atleti acrobati e ballerini professionisti racconterà attraverso la più innovativa delle arti circensi la fiaba di Alice nel mondo delle meraviglie. Tre tappe per un progetto artistico sofisticato ed elegante capace di raccontare l’onirico intrecciando molteplici discipline: la ginnastica acrobatica, la recitazione, la danza. Spettacolo teatrale basato sulla leggendaria storia di Lewis Carroll. I personaggi – Alice, il Cappellaio Matto, il Coniglio, il Gatto del Cheshire e la Regina Nera – appariranno davanti al pubblico nella loro interpretazione circense, sullo sfondo di impressionanti scene 3D. La storia di Alice si arricchisce nella linea dell’amore – la ragazza si innamora del Principe Azzurro ed entrambi gli eroi devono superare ostacoli inimmaginabili. Il Circus-Theatre ELYSIUM è stato fondato nel 2012. Un circo collettivo che abbraccia i più esperti produttori, i migliori registi e attori. Tutto è iniziato con pochi numeri, riuniti sotto il titolo “Fairytale Show”. Sold-out in Francia, ha preso vita in “Alice in Wonderland”, appaludito oggi non solo in Ucraina ma anche in Russia, Bielorussia, Francia e Cina. Un progetto artistico nato dall’ispirazione di Oleg Apelfed, capace di raccogliere intorno a sé un cast di professionisti di respiro internazionale. Ha dato vita ad un circo moderno mostrandone per primo le mille sfaccettatture e le possibilità di rappresentazione scenica. Progetto portato avanti anche grazie a Maria Remneva, direttrice del Circo Nazionale dell’Ucraina che, con più di vent’anni di esperienza ha vinto molteplici premi tra cui tre medaglie d’oro e vincitrice della competizione internazionale degli artisti circensi a Parigi. (red)
“PROCESSO A FELLINI”, OMBRE E SEGRETI DI GIULIETTA MASINA
Sarà in scena all’ Altrove Teatro Studio di Roma (via Giorgio Scalia 53), dal 25 al 27 gennaio Processo a Fellini, scritto da Riccardo Pechini, con la regia di Mariano Lamberti. Protagonisti Caterina Gramaglia e Giulio Forges Davanzati. In scena ombre e segreti del regista e la sua musa Giulietta Masina. Processo a Fellini vuole rendere omaggio all’immenso talento di Giulietta Masina, strappandola ai personaggi ingombranti di Cabiria e Gelsomina, per dare voce e dignità anche alle sue ombre. Lo spettacolo unisce elementi biografici ad altri di pura invenzione, con un ritmo serrato, quasi un thriller psicologico o un incubo kafkiano che svelerà il suo mistero solo nel finale. Assisteremo alla metamorfosi di una donna riservata, relegata ad un immaginario di purezza infantile, in una donna consapevole, adulta e vendicativa. Una sorta di viaggio nell’anima non solo di Giulietta, ma di tante donne vissute all’ombra di un uomo ingombrante, intoccabile, a volte indifferente. Processo a Fellini è una sorta di 8 e mezzo dal punto di vista di Giulietta Masina. Interprete ideale di questo spettacolo è Caterina Gramaglia, attrice di grande versatilità, già interprete de Le lacrime di Giulietta (altro spettacolo sulla Masina a cui la Gramaglia ha dedicato tanti anni e ricerche). Ad affiancarla, interpretando ruoli diversi, sarà Giulio Forges Davanzati, attore poliedrico che si divide tra cinema, televisione e teatro con notevole successo. Processo a Fellini, da un’idea originale di Mariano Lamberti e diretto dallo stesso (autore e regista di cinema e tv) e scritto da Riccardo Pechini, è un testo crudo e avvincente, che racconta i lati più bui e dolorosi di un’unione tra le più celebri di sempre, ma privata di carne e sangue nell’immaginario pubblico.
ROMA, AL TEATRO CIAK “SHERLOCK HOLMES – UNO STUDIO IN ROSSO”
Da giovedì 31 gennaio a domenica 17 febbraio il Teatro Ciak di Roma (Via Cassia 692) apre le porte a un grande giallo: arriva “Sherlock Holmes – uno studio in rosso”, tratto dal celebre romanzo di Sir Arthur Conan Doyle per la regia di Anna Masullo con Alessandro Parise, Camillo Marcello Ciorciaro, Lorenzo Venturini, Mariachiara Di Mitri, Giovanni Carta, Massimo Cimaglia e Fabrizio Bordignon. “È con cuore molto pesante che prendo la penna per scrivere queste parole, le ultime con le quali avrò mai più occasione di ricordare al mondo le straordinarie capacità che il mio amico Sherlock Holmes possedeva.” Questo è ciò che il fedele Watson pronuncia ne “L’ultima avventura” del caro Holmes conclusasi per mano dell’acerrimo nemico Moriarty, il Napoleone del crimine, sulle cascate di Reichenbach, in Svizzera. Per lenire il suo sordo dolore, Watson non manca di lasciarsi travolgere dai ricordi delle prodigiose esperienze vissute con Sherlock, come il loro primo fortuito incontro all’epoca de: “Uno Studio in Rosso”. Prima apparizione di Sherlock Holmes, primo incontro con il dottor Watson, prima indagine in cui fa sfoggio del metodo della deduzione. Una parola, RACHE, scritta col sangue sul muro di una casa disabitata dove viene trovato il cadavere di un uomo. Ma il sangue non gli appartiene. Appartiene a Sherlock invece la soluzione di un caso che travalica i confini del tempo. Watson si sveglia da quel ricordo ed esce dalla casa di Baker Street, forse per l’ultima volta. Ma Sherlock continuerà a stupirlo…Le scene e i costumi sono di Susanna Proietti, le musiche di Alessandro Molinari, luci e fonica di Marco Catalucci. (red)
ROMA, VERTENZE POLITICHE SU UNA VERSIONE PORNOGRAFICA DEL MITO DI PASÌFAE
Sarà in scena allo Spazio Diamante di Roma (via Prenestina, 230) dall’ 1 al 3 febbraio “Vertenze Politiche su una Versione Pornografica del Mito di Pasìfae”, scritto e diretto da Johannes Bramante. Protagonisti Francesca Accardi, Davide Paciolla, Guido Targetti. Un mito, dal greco mythos – racconto, è una narrazione di avvenimenti accaduti in un passato remotissimo, quello delle origini; caricato di sacralità, è relativo alle origini del mondo o alle modalità con cui il mondo stesso e le creature viventi hanno raggiunto la forma presente, in un certo contesto socioculturale o in un popolo specifico. Al tempo stesso il mito è la riduzione narrativa di momenti legati alla dimensione del rito. Si tratta quindi di una narrazione appartenente alla tradizione ma non privo di legami con la realtà. Vertenze Politiche su una Versione Pornografica del Mito di Pasìfae è uno spettacolo che si ispira ad un mito che nella sua eternità resta attuale. Un testo ambientato ai giorni nostri, in cui la dimensione tragica e mitologica è presente nei protagonisti, i quali dimostrano come l’universalità del mito sia insita nell’uomo.
ROMA, AL TEATRO DELLA COMETA FINO AL 3 FEBBRAIO C’E’ “ÉDITH PIAF”
Sarà in scena al Teatro della Cometa di Roma (via del Teatro Marcello, 4) fino al 3 febbraio, “Édith Piaf L’usignolo non canta più” di Melania Giglio, con Melania Giglio e Martino Duane, regia di Daniele Salvo. Siamo nel 1960, nell’appartamento di Édith. Una serie di eventi si sono susseguiti nella vita di questa piccola donna: lutti, incidenti, amori, liti, solitudine, alcol, gioie, successi e canzoni. Tutto si è abbattuto sull’usignolo come un uragano. L’usignolo non canta più. L’artrite l’ha resa gobba, l’alcol e i medicinali l’hanno resa gonfia e senza capelli, i lutti hanno ferito la sua voglia di vivere. Ma improvvisamente qualcuno bussa alla sua porta e arriva a profanare questo “buio”. É Bruno Coquatrix, l’impresario dell’Olympia. Lo spettacolo ripercorre attraverso un testo inedito e mai rappresentato i giorni che precedettero la storica esibizione di Édith Piaf sul palco dell’Olympia, dalla fine del 1960 sino alla primavera del 1961. Questo racconto, arricchito da canzoni eseguite rigorosamente dal vivo (tra le altre L’accordéoniste, La vie en rose, Milord), vuole essere un omaggio a una delle voci più belle e strazianti della canzone moderna. (red – 25 gen)
