Roma, 25 gen – “Gli italiani all’estero sono stati di fatto tagliati fuori dalle misure previste dal decreto sul reddito di cittadinanza e sulla quota 100, al quale il Governo gialloverde e la maggioranza che lo sostiene attribuiscono un ruolo strategico per lo svolgimento di questa travagliata legislatura”. Lo dichiarano in una nota i Parlamentari del PD eletti all’estero Laura Garavini, Francesco Giacobbe, Nicola Carè, Francesca La Marca, Angela Schirò, Massimo Ungaro. “La condizione prevista per il reddito di cittadinanza, infatti, secondo la quale occorre una residenza nel Paese di dieci anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo, impedisce agli iscritti AIRE che hanno interesse a rientrare per una libera scelta o per necessità, talvolta drammatiche come nel caso dei connazionali in uscita dal Venezuela, di chiedere le provvidenze che, nelle intenzioni del Governo, già nei prossimi mesi dovrebbero essere erogate – proseguono i parlamentari dem -. Se si trattasse di misure prevalentemente assistenziali contro la povertà, come erano quelle del Reddito di inclusione (ReI), si potrebbe giustificare il requisito della residenza continuativa degli ultimi due anni. Poiché nel progetto della maggioranza è previsto anche un costoso investimento per l’inserimento o il reinserimento nel lavoro attraverso i Centri per l’impiego, uno dei tanti italiani espatriati negli ultimi anni che sia rientrato o voglia rientrare per tentare il reinserimento lavorativo non potrà farlo. Dopo che la maggioranza ha bocciato i nostri emendamenti per un elevamento degli incentivi al rientro, si chiude dunque anche quest’altra strada”. (PO / SEGUE)
