Roma, 25 gen – “Ai connazionali costretti a fuggire dalle aree di crisi, poi, si sbatte letteralmente la porta in faccia perché, considerata anche l’eliminazione dei due milioni straordinari previsti per il Venezuela, il requisito della residenza antecedente li esclude nettamente – sottolineano -. La stessa cosa vale per le pensioni di cittadinanza, dal momento che i nostri connazionali non potranno far valere i requisiti richiesti dal decreto. Per quanto riguarda l’applicabilità della Quota 100 agli italiani all’estero, l’impossibilità di usufruirne se si svolge un lavoro dipendente e autonomo rappresenta di fatto un altro fattore di esclusione, visto che la misura ridotta del pro-rata di cui beneficia la quasi totalità dei connazionali non consentirebbe loro di sopravvivere. Speriamo che tutti gli eletti all’estero, senza distinzione di schieramento politico, nel momento in cui il decreto arriverà per la conversione alle Camere, mettano in primo piano gli interessi veri degli italiani all’estero, rinunciando a posizioni di vuoto propagandismo e ad allineamenti acritici. Per quanto ci riguarda, saremo pronti ancora una volta a proporre modifiche migliorative, sperando che su di esse si alzi la voce anche delle nostre comunità e dei suoi organismi rappresentativi”. (PO / Red)
