La Farnesina conferma con una nota “di non essere mai stata messa al corrente delle intenzioni del Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, prima delle sue dichiarazioni alla stampa relative alla decisione di ritirare il contingente militare italiano dall’ Afghanistan”. La notizia della pianificazione del ritiro aveva suscitato già ieri molte polemiche, non trovando però sponde all’interno del governo. Fonti della Lega hanno sintetizzato così la posizione del Carroccio: fare quel che serve per riportare pace e stabilità, al momento nessuna decisione è stata presa ma solo una valutazione da parte del ministro per competenza.
Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha dato disposizioni al Comando Operativo di vertice Interforze di avviare una pianificazione per il ritiro del contingente italiano in Afghanistan, in un orizzonte temporale che potrebbe essere quello di 12 mesi. L’attuale contributo dell’Italia alla missione “Resolute Support” – che il primo gennaio del 2015 ha sostituito la missione Isaf (International Security Assistance Force) – prevede un impiego massimo di 900 militari, 148 mezzi terrestri e 8 mezzi aerei, suddivisi tra personale con sede a Kabul e contingente militare dislocato ad Herat presso il TAAC-W (Train Advise Assist Command West). (Red – 29 gen)