Bruxelles, 390 gen – Visto il rischio crescente che il 30 marzo di quest’anno il Regno Unito lasci l’UE senza un accordo (scenario “no deal”), la Commissione europea ha adottato il 30 gennaio una serie di proposte di emergenza relative al programma Erasmus+, al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale e al bilancio dell’UE. Tali proposte si aggiungono agli ampi lavori di preparazione che la Commissione ha svolto a partire da dicembre 2017. Le misure odierne garantirebbero che in caso di uno scenario “no deal” i giovani dell’UE e del Regno Unito che partecipano al programma Erasmus+ al 30 marzo 2019 possano portare a termine la loro permanenza senza interruzione; le autorità degli Stati membri dell’UE continuino a tener conto dei periodi di assicurazione, di lavoro (anche autonomo) o di residenza nel Regno Unito prima del recesso per il calcolo delle prestazioni sociali, ad esempio per le pensioni; i beneficiari dei finanziamenti UE continuino a ricevere pagamenti nell’ambito dei contratti in vigore, purché il Regno Unito continui a onorare i suoi obblighi finanziari nel quadro del bilancio dell’UE. Tale questione è distinta dalla liquidazione finanziaria tra l’Unione europea e il Regno Unito. È importante sottolineare, fa notare la Commissione, che tali misure non mitigheranno e non potranno mitigare l’impatto generale di uno scenario “no deal”, né compenseranno in alcun modo la mancanza di preparazione. Esse non ricreeranno tutti i vantaggi dell’adesione all’UE né le condizioni favorevoli per un eventuale periodo di transizione previste dall’accordo di recesso. Le proposte odierne sono di natura temporanea, di portata limitata e saranno adottate unilateralmente dall’UE. Tengono conto delle discussioni con gli Stati membri. La Commissione continuerà a sostenere gli Stati membri nel loro lavoro di preparazione e ha intensificato i suoi sforzi, ad esempio organizzando visite in tutte le capitali dell’UE a 27.