Roma, 31 gen – “Abbiamo rivisto l’esame perché obbligati da una legge varata nel 2017 dalla ministra Fedeli Dovevamo renderla operativa, lavorare sui dettagli”. Così, in una intervista a Repubblica, il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, parla del nuovo esame di Maturità. E replica alle critiche dei docenti: “Forse che la scuola non sapeva che dal 2017 esisteva una riforma?” e “con gli studenti non sarebbe servito neppure muoversi con un anno di anticipo. I ragazzi di quarta sono presi dal loro anno scolastico, avrebbero pensato alla Maturità soltanto in quinta. L’orizzonte di un diciottenne è la stagione”. Interrogato in particolare come si svolgerà la seconda prova al liceo classico . sia di latino che di greco – precisa che “lo mostreremo il 19 febbraio, con la prima simulazione. I nostri esperti sono al lavoro. Ho integrato la commissione, che già conta centinaia di figure, con nuovi docenti scolastici di alto profilo. La vera questione, però, è la prova del Liceo scientifico”, ossia la “mate-fisica” come è stata ribattezzata: “Quest’anno, anche senza riforma, sarebbe uscita Fisica. Un obbligo. Non esce mai e siamo qui per dare un segnale di serietà. A quel punto, meglio offrirla insieme alla Matematica, che poi è la disciplina naturale per risolvere un problema di Fisica. Con i giusti pesi. La materia cui gli studenti dello scientifico dedicano più ore in classe, cioè la Matematica, avrà maggiore importanza nello svolgimento della prova”. Quindi rassicura i ragazzi: “La Maturità 2019 non sarà difficile, d’altro canto non lo è mai stata. Con tutti quei promossi, il 99,6 per cento ogni anno”. Inoltre ricorda che “abbiamo dato fin a 40 punti per il rendimento del triennio finale. Ne bastano altri venti per essere promossi con il ‘sei’”. (SEGUE)