Roma, 31 gen – Per gli italiani – si legge nel Rapporto Italia 2019 dell’Eurispes -, la Rai garantisce il pluralismo, inteso come l’espressione delle diverse opinioni (53,7%) e fornisce un’informazione completa e imparziale (52%). D’altra parte, ad essere convinti che la Rai garantisca la qualità dei programmi sono solo il 45,7% dei cittadini. Allo stesso modo, poco più di quattro su dieci credono che favorisca la crescita civile e culturale del Paese (43,4%).
La Rai, come le Tv private, insegue soprattutto gli ascolti: la pensano così sette cittadini su dieci (70,6%). Il campione si divide a metà rispetto ad altre affermazioni: il 51% crede che la Rai valorizzi, più delle altre reti, condotte ed esempi positivi; il 50,9% la considera più noiosa, il 50% meno creativa e coraggiosa nei contenuti; per il 49,6% rivolge più attenzione alla qualità dei programmi. D’altra parte, il 45,8% definisce la Rai più faziosa dei canali commerciali e solo il 40,3% valuta l’informazione offerta più obiettiva rispetto a quella privata.
In considerazione del fatto che i cittadini pagano il canone per il servizio della Rai, è giusto che sui canali pubblici venga trasmessa la pubblicità? A questa domanda solo il 23,5% degli italiani dà un parere positivo, ben il 76,5% invece non ritiene giusta la presenza di pubblicità nella Tv pubblica.
Nel quadro del dibattito politico e culturale sul servizio pubblico radiotelevisivo in Italia, è stata avanzata l’ipotesi di destinare le risorse pubbliche oggi assegnate alla Rai, a più aziende in concorrenza tra loro, con l’obiettivo di svolgere servizio pubblico. Su questo tema l’opinione pubblica si divide, in equilibrio quasi perfetto, in tre: poco più di un terzo (34,3%) si dice a favore dell’ipotesi, un altro terzo (33%) si dichiara contrario, mentre quasi un terzo (32,7%) non si sente in grado di pronunciarsi. (red)