La riforma sul referendum propositivo “non svuota il Parlamento, anzi lo arricchisce e lo rafforza pure di fronte al governo. La proposta popolare sarà sottoposta ad un esame parlamentare molto più articolato rispetto a quello normale, perché ci saranno 18 mesi a disposizione per confrontarsi col comitato promotore ed elaborare un testo di legge. L’esecutivo avrà un ruolo defilato, perché i cittadini potranno porre all’attenzione delle Camere anche temi non graditi alla maggioranza. Quindi la dialettica parlamentare sarà più libera, meno costretta in rigidi steccati”. Così a Repubblica Riccardo Fraccaro, ministro M5S per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta che alle osservazioni di Sabino Cassese che sostiene la necessità di porre limiti espliciti alle materie referendarie risponde che “Il testo prevede già numerosi limiti: amnistia, indulto, trattati internazionali, vincoli europei, legge di bilancio. Soprattutto è stato introdotto un controllo di costituzionalità preventivo; questo assicura che le proposte popolari rispettino il dettato costituzionale”. Non impedirebbe pena referendum in materia penale o tributaria. Il voto su una nuova tassa, ad esempio una patrimoniale, non metterebbe in discussione la politica fiscale del suo governo e quindi il governo stesso? “Il contratto vincola le forze politiche, non certo i cittadini. Non bisogna temere che possano esprimersi liberamente. La materia penale e quella tributaria non possono essere escluse tout-court perché sono elementi di ogni proposta legislativa. D’altronde nemmeno dal referendum abrogativo è esclusa la materia penale, si vedano temi come l’aborto o l’ergastolo”. (1 feb / RED)
