Lecce, 7 feb – Ma perché si parla di “naso chimico”? “I recettori olfattivi del nostro naso – continuano i ricercatori – sono in grado di ‘captare’ una grande varietà di ‘odori’ (composti chimici volatili) attraverso un meccanismo noto come ‘riconoscimento molecolare’, al quale seguono eventi biochimici e biofisici che consentono la trasduzione fisiologica del segnale. Alcuni animali possiedono un sistema olfattivo ancora più sensibile del nostro, che consente loro di percepire molte sostanze presenti in tracce. Un naso chimico è un dispositivo che mima il fenomeno biologico di riconoscimento molecolare (caratterizzato da elevate selettività e sensibilità) attraverso recettori sintetici preparati in laboratorio che, immobilizzati su idonee superfici, sono in grado di indurre la generazione di un segnale elettrico (o ottico), quando vengono in contatto con la sostanza che si vuol rivelare. La capacità di rispondere selettivamente a una sola delle due forme chirali è una proprietà tipicamente biologica. Per questo la terminologia ‘naso chimico’ è particolarmente pertinente e mette in luce le caratteristiche ‘bio-mimetiche’ del dispositivo”. (red)
