Stoccolma, 2 dic – “Quando i carabinieri ti telefonano per dirti che la tua vita è cambiata per sempre, quando un pentito svela quella che doveva essere l’ora della tua morte, cominci a pensare. E ti chiedi perché hai scritto queste parole, che cosa hai fatto. È una sensazione di totale straniamento. Senti che le tue parole sono diventate le parole di molti, ed anzi proprio per questo sono pericolose per il potere criminale. Ma nello stesso tempo, sai che il conto lo paghi tu. Questa è la mia esperienza”. Con queste parole lo scrittore Roberto Saviano ha intrattenuto il pubblico dell’Accademia dei Nobel di Stoccolma, durante la conferenza alla quale ha partecipato lo scrittore anglo-indiano Salman Rushdie, colpito dalla fatwa degli ayatollah iraniani per il suo romanzo “I versi satanici”. L’ evento è stato oggetto di grande attenzione da parte dei media sia locali che italiani. La presenza di Saviano con le sue equilibrate spiegazioni, che hanno affrontato in profondità, davanti ad un pubblico numeroso, quanto attento, il potere della camorra non solo nell’area del napoletano, ma in tutto il mondo, unitamente all’arrivo nelle sale cinematografiche del film Gomorra, possono contribuire a una maggiore coscienza dei contorni del problema e dell’impegno del governo italiano nella lotta al fenomeno criminoso.