Roma, 3 dic – Spi, Fnp e Uilp chiedono, infatti, che già a partire dalla manovra finanziaria 2009 siano date risposte positive ai nostri emigranti più anziani e in difficoltà. Negli anni, milioni di italiani emigrati all’estero si sono integrati nei Paesi che li hanno accolti, conquistando posizioni economiche e sociali di rispetto. Ma non per tutti è stato così. Ancora oggi, decine di migliaia di nostri connazionali, ormai anziani, vivono in condizione di povertà soprattutto in America Latina, ma anche negli altri Paesi di nostra emigrazione. Per questo, Spi, Fnp, Uilp chiedono al Governo e al Parlamento italiani: un assegno di solidarietà per gli anziani residenti all’estero che vivono in condizione di estrema povertà. Questo è un provvedimento che è stato, peraltro più volte discusso in Parlamento; il ripristino del diritto all’assegno sociale per gli anziani italiani che rientrano in Italia, senza l’obbligo dei dieci anni di residenza continuativa; la soluzione dei problemi ancora aperti nel pagamento delle pensioni italiane all’estero; la sanatoria totale o parziale per gli indebiti pensionistici maturati senza colpa dai pensionati residenti all’estero; l’esenzione dell’Ici sulla prima casa in Italia, se non affittata, anche per gli italiani residenti all’estero; la ratifica e il rinnovo delle convenzioni internazionali, a partire da quelle con il Canada e il Cile e l’aggiornamento delle convenzioni e degli accordi internazionali non più attuali.
(Sis)