Roma, 11 feb – Alessio Pizzech tra prosa e opera lirica: da Il Re Pastore di Mozart alla Fenice di Venezia (15-27 febbraio) al Seduttore di Diego Fabbri a Roma (13 e 14 febbraio), dal nuovo Rigoletto del Teatro Comunale di Bologna (19-30 marzo), in tournée giapponese a giugno, fino a Il Reggimento parte all’alba di Dino Buzzati al Franco Parenti di Milano dal 28 marzo. Un inizio d’anno impegnativo che vedrà il livornese Pizzech esprimere la sua estesa palette espressiva, fatta di mille nuance e intenzioni, in un’ampissima varietà di temi, soggetti e racconti, perfetti per evidenziare quel lavoro interiore che sta alla base del suo rapporto intimo con ogni palco, dal più umile al più prestigioso. Studente di canto da bambino, in giovinezza vita e lavoro nel circo della nostra infanzia, con le sue tenerezze felliniane e le sue durezze oggi superate dal circo contemporaneo, una lunghissima gavetta sui palchi di tutt’Europa coronata dalla precocissima stima della critica. Oggi, nella raggiunta maturità, Pizzech vive immerso in un lavoro totalizzante, sia in teatri prestigiosi sia nella quotidianità un po’ trascurata del territorio livornese, svolto nella continua ricerca di allestimenti ed idee registiche che, pur nel rispetto assoluto dei testi affrontati, offrano al pubblico spunti di riflessione personali e profondi in quel difficile equilibrio dialettico tra la necessità di comprendere i testi presentati e quella di darne un’interpretazione attualizzata ma sempre condivisibile. Un’interpretazione intima, sociale, in ultima sintesi politica nel senso più profondo del termine. Grande frequentatore del Barocco, le cui asperità di senso e attualizzazione sono palestra assai efficace per ogni regista che voglia superare l’interpretazione semplicemente estetizzante del palco, ma anche intenso lettore della produzione teatrale moderna e contemporanea, Pizzech in questo primo semestre del ’19 mostrerà la sua agilità passando dal difficilissimo Re Pastore di Mozart a monumenti assoluti quali Buzzati o il verdiano Rigoletto, che dovrà essere da subito pensato per due platee diversissime, Bologna e il Giappone. (SEGUE)