Modena, 11 feb – Uno studio condotto dai neurologi dell’Ospedale Civile di Baggiovara e dai ricercatori del Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze (BMN), Centro di Neuroscienze e Neurotecnologie (CfNN) di UniMORE in collaborazione con i ricercatori e clinici esperti di Medicina del Sonno delI’IRCCS, Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, ha svelato i circuiti cerebrali attivi durante la risata spontanea in bambini affetti da narco-cataplessia, una rara patologia del sonno caratterizzata da sonnolenza diurna incontrollabile e da perdite improvvise del tono muscolare spesso scatenate da forti emozioni. Lo studio modenese-bolognese, grazie a metodiche avanzate di neuroimaging, ha permesso di dimostrare il coinvolgimento funzionale di una regione cerebrale, la zona incerta, la cui attività potrebbe contribuire a prevenire gli attacchi di cataplessia evocati da forti emozioni. Lo studio è stato pubblicato sull’ultimo numero della prestigiosa rivista scientifica Neurology, edita dall’American Academy of Neurology Journals ed è stato premiato con la copertina della rivista. La ricerca è stata condotta e realizzata grazie all’esperienza di neuroimaging avanzato di Anna Elisabetta Vaudano, dirigente medico presso l’unità di Neurologia dell’AOU di Modena, e coordinata da Stefano Melettidel DBMN – CfNN di UniMoRe e da Giuseppe Plazzidell’Università di Bologna e dell’IRCCS – Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna. . “I risultati– ha precisato Anna Elisabetta Vaudano, neurologa del Civile e prima firmataria dello studio, che svolto parte della sua carriera scientifica all’estero, presso l’University College of London (UCL) – dimostrano il coinvolgimento di network cerebrali parzialmente differenti nei pazienti rispetto ai controlli. In particolare, le analisi hanno permesso di identificare, solo nei pazienti, il coinvolgimento di un’area cerebrale, la cosiddetta la zona incerta, la cui attività non era mai stata messa in relazione alla narcolessia/cataplessia se non in animali di esperimento. Dai risultati dello studio, una maggior attivazione della zona incerta potrebbe contribuire a prevenire gli attacchi di cataplessia dopo stimolo e/o emozione positiva”. (PO / SEGUE)