Modena, 11 feb – La relazione tra emozioni positive e cataplessia è nota da tempo e già oggetto di numerose pubblicazioni. Il nuovo studio ha consentito, per la prima volta, di riconoscere il coinvolgimento di specifici nodi cerebrali, la cui attività influenza e probabilmente inibisce l’attivazione del network patologico che innesca l’attacco cataplettico. In prospettiva, lo studio dell’AOU di Modena, UniMoRe e dell’IRCCS Bolognese potrebbe aprire la strada alla ricerca di nuovi target terapeutici per questa rara ma invalidante condizione patologica.
“Come altre emozioni– spiegato Stefano Meletti, direttore della Neurologia dell’AOU di Modena – il riso può innescare un attacco cataplettico in pazienti con narco-cataplessia, evento che si caratterizza per un’improvvisa e transitoria perdita del tono muscolare. Questi attacchi possono essere molto invalidanti per i pazienti, spesso bambini e adolescenti”. Lo studio si è servito di tecniche non invasive di diagnostica per immagini neurologica avanzata: Elettroencefalogramma (EEG) coregistrato alla Risonanza Magnetica Funzionale, EEG-fMRI, eseguito nel laboratorio di Indagine Funzionale Cerebrale finanziato da AOU e DBMN nell’ambito del progetto dei Dipartimenti di Eccellenza del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. I ricercatori hanno così potuto esaminare, per 21 bambini/adolescenti con narco-cataplessia e 21 bambini/adolescenti sani, i circuiti cerebrali coinvolti dalla risata spontanea evocata dalla visione di video divertenti (PO / red)