Roma, 12 feb – Valentina Marchesini, direttore dell’omonimo gruppo di Pianoro (Bologna) che produce macchine per gli imballaggi di prodotti farmaceutici e cosmetici, ha “la sensazione che si stia facendo troppo poco per sostenere la manifattura made in Italy” e racconta il suo disagio a L’Avvenire. “Gli imprenditori – spiega – per loro natura sono portati a fare: se gli dai degli strumenti lo fanno, ma se metti solo delle imposizioni il rapporto non funziona”. E aggiunge: “Strumenti come gli incentivi di industria 4.0 e il Jobs act erano validi”, “noi che diamo lavoro alla gente, negli ultimi due anni abbiamo assunto 120 e 130 giovani in tutta Italia, neo-laureati e neo-diplomati, non veniamo ascoltati. Sentiamo parlare solo di reddito di cittadinanza e quota 100”, “quello che manca adesso è il polso del sistema imprenditoriale italiano. Noi non abbiamo bisogno di gente che sta a casa prende un reddito e fa un corso”. Al governo l’imprenditrice bolognese chiede “di valorizzare il made in Italy. Certe difficili relazioni internazionali, la querelle con la Francia il tema Venezuela non aiutano la reputazione delle nostre imprese all’ estero”. (PO / Kgn)