Roma, 12 feb- Di fronte alla posizione rigida del presidente Maduro, giunto anche a ad ostacolare la distribuzione di aiuti umanitari internazionali, l’Italia intende assumere una posizione di pressione?
“Intanto direi ‘il signor Maduro’ e non ‘il presidente’ perché l’Italia non riconosce le elezioni che, anzi, giudica fraudolente. Giudichiamo molto grave che Maduro abbia ostacolato l’arrivo degli aiuti umanitari, ci stiamo adoperando con tutti i Fori multilaterali, in primo luogo la Croce Rossa e l’Onu, affinché gli aiuti arrivino. La Comunità internazionale è attiva e anche l’Italia farà tutto quanto in suo potere possibile affinché gli aiuti arrivino presto”. “Credo che Maduro debba prendere atto che non è più il presidente del Venezuela e che la popolazione non può essere affamata da politiche dissennate e auspichiamo che nelle prossime ore si sblocchino gli aiuti. La crisi del Venezuela è una vera crisi umanitaria”.
Per aiutare e sostenere le prossime eventuali elezioni in Venezuela quali strumenti metterà in campo la comunità internazionale?
“Non pensiamo né vogliamo interventi militari perché riteniamo che non siano utili alla riappacificazione. Seguiamo il percorso che ha stabilito il Gruppo di contatto di Montevideo, la via diplomatica e pacifica è la migliore. Il signor Maduro deve rendersi conto, anche alla luce della posizione della Comunità internazionale, che deve dar vita al percorso costituzionale che consiste nel nominare un nuovo corpo elettorale, ossia la nuova commissione elettorale con il compito di far svolgere democraticamente le elezioni. La Comunità internazionale poi dovrà mandare osservatori indipendenti, sia del parlamento europeo che dell’Osce, per far sì che il nuovo corpo elettorale possa garantire elezioni libere”.
(Sab)