Roma, 12 feb – Pur in presenza di stime cambio modale generose – continua il rapporto – i benefici ambientali attesi – monetizzati pari a circa 5 miliardi nello scenario “Osservatorio 2011” – sono, “a livello nazionale e ancor più europeo, di entità quasi trascurabile. Per quanto riguarda in particolare le emissioni di CO2, considerato che le politiche di cambio modale possono avere impatti molto limitati in termini di modifica delle quote di domanda soddisfatte rispettivamente dal trasporto su gomma e da quello ferroviario, obiettivi ambiziosi di riduzione possono essere conseguiti – come già accaduto nei decenni passati per gli inquinanti locali – solo grazie all’innovazione tecnologica dei veicoli e alla conseguente riduzione delle emissioni unitarie; tale necessaria condizione comporterebbe automaticamente una forte riduzione del ‘vantaggio competitivo ambientale’ del modo di trasporto ferroviario e, quindi, del beneficio dello spostamento dalla gomma alla ferrovia”. (Roc)