Roma, 9 dic – Creare un’unica comunità partendo da giovani provenienti da ogni angolo del mondo non sarà cosa facile, eppure “devo dire che ci sono buone premesse: abbiamo aperto un blog da poco più di 15 giorni e stiamo riscontrando grande partecipazione, riceviamo molti contributi liberi e indipendenti. Ciò significa interesse e voglia di partecipazione”. L’apertura delle Conferenza sarà in grande stile, alla Camera, con un rito un po’ anomalo: “i giovani siederanno al posto dei deputati, i deputati in tribuna come ospiti. E un coro di bambini delle elementari canterà l’inno nazionale all’interno della Camera: mi auguro che tutto funzioni bene”. Inutile dire che l’attesa per l’evento, di cui si parla ormai da mesi, è molto alta: “Mi aspetto molto, anche perché appartengo a un partito che di battaglie per gli italiani nel mondo ne ha fatte molte. Ma sono anche convinto che gli strumenti con cui lavoriamo adesso non sono più adeguati alla realtà: io vorrei capire cosa vuol dire per i giovani essere italiani non adesso ma nel 2020, e quindi capire che tipo di comunità dobbiamo costruire”. Capire una comunità fatta non soltanto di rapporti economici e di made in Italy, spiega Mantica, ma soprattutto “di valori, di storia, di una cultura che nel mondo si propone come un modello. La comprensione, la mediazione e il compromesso non sono valori negativi: noi abbiamo una cultura più materna di molte altre, che porta lo Stato a essere madre e non padre, e in questo senso spiego molti comportamenti sia di attesa verso lo Stato da parte dei cittadini, sia dello Stato nei confronti del cittadino: la mamma capisce e a priori non punisce”. Non tutte le politiche della Farnesina passano comunque, ovviamente, per la conferenza dei giovani al via domani. “Molte cose già le facciamo – osserva Mantica – : la rete consolare, l’insegnamento della lingua italiana attraverso i professori che vengono dall’Italia, sono tutti servizi ‘geologicamente stratificati’ attivi da decenni”, così come il vasto settore della stampa italiana all’estero o quello della previdenza e delle pensioni.
(Sab)