Roma, 15 feb – Su Facebook usa il doppio cognome: Santus, del padre, Aversano, della madre. È il suo modo di rendere omaggio a entrambe le famiglie da cui proviene. Quella del papà Giuseppe, ex operaio di Iglesias, cui deve la spinta a non accontentarsi. E quella di mamma Giuseppina, centralinista all’ ospedale, lei di Calasetta, cui deve la curiosità a esplorare il mondo. È grazie a questi due genitori – racconta il Corriere della Sera – che Enrico Santus, 32 anni, perito informatico all’ Istituto minerario di Iglesias con il massimo dei voti, laurea con lode in Lettere moderne a Pisa, specialistica con lode nella stessa città in Linguistica, progetti universitari in mezzo mondo (Londra, Hong Kong, Stoccarda, Singapore), oggi si gode il traguardo del suo primo anno di contratto al Mit, il Massachusetts Institute of Technology. “Dopo la licenzia media mio padre non voleva che mi iscrivessi allo Scientifico, perché non avrebbe potuto pagarmi l’ università. Sono andato all’ Alberghiero, che neppure gli andava bene, ispirato da mio zio Franco che era emigrato poverissimo dalla Sardegna e ha fatto fortuna aprendo un ristorante in Lussemburgo, Bacchus, che sta proprio di fronte al Palazzo Ducale. Da lì sono passato all’ Istituto Minerario, e siccome avevo voti altissimi mi hanno fatto fare l’ esame di Stato in quarta anziché in quinta”, racconta per telefono da Boston, nel suo ufficio al Mit, dove collabora con Regina Barzilay, del Laboratorio di intelligenza artificiale, per mettere a punto test sulla predittività del tumore al seno. (red)