Roma, 18 feb – “L’Unione Europea in rilevante deficit di legittimità sembra alla vigilia di un cambio di passo, destinata verosimilmente a surrogare con collaborazioni intergovernative sempre più a geometria variabile la sostanziale paralisi delle sue Istituzioni tradizionali. Nondimeno, il saldo fra oneri e opportunità dell’appartenenza all’Unione e del rispetto delle regole comuni rimane positivo per il nostro paese, laddove i costi dell’isolamento sarebbero altissimi, dall’insostenibilità del nostro debito sovrano, all’impatto sul nostro tessuto produttivo di un indebolimento del nostro standing nell’Eurozona o, peggio ancora, in un mercato unico tra i più grandi del mondo”. E’ quanto si legge nel rapporto Ispi 2019 “La fine di un mondo, nelle conclusioni affidate a Giampiero Massolo. “Quanto mai nel nostro interesse sono, viceversa, sia la convergenza con le economie più forti, sia il legame inevitabile, e come tale percepito a Bruxelles, fra rispetto collettivo delle regole e obiettivo di una più marcata integrazione; mentre proprio l’Europa resta il destinatario naturale delle nostre legittime richieste di condizioni e regole più idonee a favorire la crescita economica e a gestire in modo più corale ed efficace il nodo dei flussi migratori”.
(Sis)