Bruxelles, 18 feb – “I giganti del web non possono essere legibus solutus – continua il presidente del Parlamento europeo – Devono essere soggetti alle stesse regole previste per le altre imprese, ad esempio su responsabilità per i contenuti, raccolta pubblicitaria, privacy, tutela della proprietà intellettuale e dei consumatori, trasparenza, o tassazione. Questo anche per garantire una concorrenza leale con gli operatori tradizionali. L’accordo raggiunto la scorsa settimana tra Parlamento, Consiglio e Commissione Ue definisce un quadro di regole moderno ed equo per la tutela dei diritti d’autore, mettendo fine all’attuale far-west digitale. Sarà garantita una giusta remunerazione a creatori, autori, scrittori e a tutti gli artisti, dai musicisti ai commediografi, dai designer agli stilisti. Anche ai giornalisti verrà garantito un equo compenso per il loro lavoro, salvaguardando così libertà, indipendenza e qualità dei media”. Per Tajani, “il coinvolgimento dell’elettorato è alla base della democrazia. Per poter partecipare attivamente al dibattito politico, i cittadini devono disporre di informazioni complete e accurate. Le emittenti radiotelevisive sono fondamentali. Da una parte contribuiscono a formare l’opinione pubblica, ad esempio dando notizia dei diversi partiti, dei programmi politici e dei candidati. Dall’altra hanno un ruolo chiave nella lotta alla disinformazione, specie in un’era in cui l’industria dei media è sempre più digitalizzata e multi-piattaforma. Anche i dati dell’ultimo Eurobarometro confermano che radio (59%) e televisione (51%) restano i canali d’informazione ritenuti più affidabili dei cittadini europei”. (UE / Red)