Roma, 10 dic – Bisogna dare il giusto riconoscimento alla “capacità tutta italiana di essere soldati di essere allo stesso tempo capaci di dialogo”. Con queste parole la dottoressa Marina Catena, funzionario del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite, ha illustrato di fronte ai ragazzi della prima Conferenza dei giovani italiani del mondo, apertasi oggi a Roma presso la sede della Fao, il ruolo dei militari italiani nel mondo. Dopo aver ricordato, anche in omaggio alla struttura ospitante della Fao, che il nostro Paese è “tra i primi 10 donatori” nell’ambito dei programmi internazionali di lotta alla fame nel mondo e che tali aiuti partono spesso proprio dall’Italia per poi raggiungere le zone disagiate del pianeta, la dottoressa Catena ha descritto la propria esperienza come funzionario Onu in Irak e Kossovo. “Qui – ha detto – è nata la mia ‘storia d’amore’ con l’esercito italiano, che ha fatto sì che io stessa, nel 2005, venissi nominata tenente”. Il militare italiano, ha proseguito, ha un proprio modo specifico di rapportarsi alle operazioni internazionali di pace, tanto da poter parlare di un “made in Italy del peacekeeping”, che è una delle eccellenze portate dal nostro Paese nel mondo.
(Asc)