Roma, 19 feb – “Questa serie di articoli vede un coinvolgimento significativo di ricercatori e associati INAF a dimostrazione della vitalità della comunità radioastronomica Italiana. Oggi l’INAF guida un consorzio nazionale che è membro della collaborazione LOFAR e pertanto nell’immediato futuro ci aspettiamo un contributo molto importante all’esplorazione dei dati LOFAR da parte della nostra comunità”, aggiunge Gianfranco Brunetti, primo ricercatore presso INAF – IRA di Bologna che da alcuni anni guida le ricerche LOFAR nell’ambito degli ammassi di galassie, nonché coordinatore del Consorzio LOFAR Italiano. “Inoltre va detto che oggi stiamo sviluppando degli strumenti per l’analisi dei dati LOFAR che sono molto più potenti di quelli utilizzati in questi primi articoli e che ci permetteranno di ottenere immagini ancora più profonde e dettagliate”. I ricercatori italiani che hanno partecipato, a vario titolo, a 21 degli articoli sono: per l’INAF (IRA di Bologna, IASF Milano, Osservatorio di Cagliari) Botteon, Brienza, Brunetti, Carretti, Cassano, Cuciti, Gastaldello, Paladino, Prandoni, Vacca; per l’Università di Bologna Bonafede, Vazza e Dallacasa. L’INAF guida un consorzio nazionale di cui fa parte anche il dipartimento di fisica dell’Università di Torino e ha pianificato di investire in LOFAR circa 2,5 milioni di euro, da aprile 2018 e per i prossimi 4 anni, e parteciperà con il suo personale allo sviluppo della nuova generazione di dispositivi elettronici allo stato dell’arte che equipaggeranno il radiotelescopio diffuso europeo. I 25 articoli pubblicati nel numero speciale di Astronomy & Astrophysics sono stati condotti solo con il primo 2% del rilevamento del cielo. Il team mira a ottenere immagini ad alta risoluzione dell’intero cielo del nord, rivelando così 15 milioni di sorgenti radio in totale. (red)