Roma, 10 dic – Barbara Origlio, delegata dell’America Latina, ha puntato l’attenzione sul multiculturalismo in Italia e all’estero. “L’identità – ha detto – non è un fatto ma un processo personale, è un recupero di tradizione. L’identità è ibrida perché data dalla connessione dell’essere latino con l’essere italiano”. La giovane appare ferma nel difendere il sentimento di appartenenza a un popolo che troppo spesso si dimentica dei concittadini esteri e successivamente manifesta le proposte ragionate in collaborazione con il suo gruppo di appartenenza: “Il recupero della lingua italiana e dei dialetti è un dovere morale e un diritto che ci deve essere garantito – continua la Oreglio – abbiamo bisogno di studiare sia la cultura aulica di Dante sia quella popolare e contemporanea fatta di tradizioni antiche che si sono perse”. Comune a molte commissioni la proposta di sostegno biunivoco tra il governo italiano, che dalle forze giovanili dovrebbe trarne sostegno, e i giovani italiani all’estero che occupandosi delle associazioni possono garantire un riavvicinamento con la cultura di origine. Il rappresentante della deputazione tedesco-austriaca, Carlo Provenzano, ha introdotto il discorso soffermandosi sulle condizioni di vita non proprio invidiabili dei 640mila italiani migrati nella nazione germanica, tra i giovani solo lo 0,7% circa ha la possibilità di frequentare l’università, il 14% frequenta ginnasi e il restante si divide tra scuole tecniche e meno qualificate, tutto ciò a causa delle scarse risorse monetarie delle famiglie di appartenenza. Risulta chiara la preoccupazione: “Riteniamo la finanziaria ostile verso gli italiani all’estero, operando consistenti tagli non si garantisce più l’approvvigionamento dei servizi basilari – con rammarico continua- in un momento storico come questo la nostra collettività rischia di sprofondare e di essere dimenticata”. (Gas/Asc)