Roma, 21 feb – “Nel 1996 in Italia aprirono i primi cinque birrifici. Oggi sono un migliaio quelli attivi. Un’esplosione straordinaria”. Così Eugenio Signoroni, uno dei due curatori della Guida Birre d’ Italia di Slow Food, una bibbia per scoprire storie ed eccellenze del territorio, che parlando con Il Corriere della Sera spiega: “Un boom che non ha eguali all’ estero”. Nota poi che “è significativo che siamo il primo Paese al mondo ad avere una legge che stabilisce i requisiti per le produzioni artigianali”, “si è saputo valorizzare ciò che c’è a disposizione, le materie prime, la biodiversità. Dando vita a prodotti di grande eleganza e che cercano l’equilibrio. In più l’Italian grape ale è il primo stile italiano riconosciuto a livello internazionale: siamo stati i primi ad aggiungere in modo sistematico l’uva al mosto di birra, con varietà tipiche della zona, creando un forte legame con il territorio”. (Kgn)