Roma, 21 feb – “Chi parte non torna. È questo quello che preoccupa di più”. Lo ha detto il Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie della Farnesina, Luigi Vignali, alla Camera in occasione di un workshop dedicato alla nuova emigrazione dal titolo “Giovani italiani all’estero. Rientro, popolamento, solidarietà”. “Il tema del rientro è assai complesso – ha aggiunto Vignali – noi come rete consolare abbiamo una responsabilità. Bisogna innanzitutto continuare a intercettare i giovani italiani all’estero e comprendere le loro esigenze e difficoltà. La seconda fase è quella di agevolare il loro percorso di integrazione. Gli italiani che partono oggi vogliono imparare la lingua ed essere guidati nel percorso di ricerca di casa e lavoro. Bisogna aiutarli – ha spiegato – utilizzando i nuovi strumenti. Abbiamo pensato ad una app per favorire la loro integrazione. Terzo punto importante è mantenere con loro un dialogo. A partite dai social network. E poi bisogna fornire servizi consolari digitali. I giovani italiani nel mondo oggi vogliono ottenere servizi per via digitale. È quindi importante offrire servizi adeguati. I giovani italiani all’estero – ha poi sottolineato Vignali – sono moltiplicatori di italianità. Sono una risorsa”. “È necessaria una mappatura di talenti. Capire dove sono e chi sono i nostri giovani” ha continuato. “Nella mia piccola e personale indagine tra i giovani italiani all’estero ho scoperto che la stragrande maggioranza tornerebbe in Italia ma solo se trovasse le giuste condizioni” ha concluso Vignali. (Gil)