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Giovani italiani all’estero:
il ‘problema’ del rientro

it@withub.it by it@withub.it
21 Febbraio 2019
in News dal mondo HP, Protagonisti
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Rientro, popolamento, solidarietà. Ruotava  intorno a queste tre parole chiave il workshop dedicato ai giovani italiani all’estero che si è tenuto oggi pomeriggio nella Sala Nilde Iotti della Camera dei Deputati. Promosso dal Comitato “11 Ottobre  di iniziativa per gli italiani nel mondo” guidato dall’esperto Aldo Aledda, l’incontro è stato moderato da Gianni Lattanzio capo Ufficio stampa e Capo Segreteria della deputata di Forza Italia Fucsia Nissoli che non potendo prendere parte al seminario ha inviato un messaggio in cui ha sottolineato l’importanza di un “circuito virtuoso che metta in relazione la formazione con il lavoro” per far sì che l’emigrazione sia per  i govani una scelta e non un obbligo. Nissoli è convinta che il  workshop di oggi potrà” dare piste di lavoro utili per il Parlamento”. “E’ fondamentale parlare oggi di nuova emigrazione – ha detto Lattanzio aprendo il convegno –  non diciamo che i giovani non devono andare all’estero. Tutt’altro. Fare esperienze in altri Paesi è fondamentale e formativo. Ma è importante tornare e dare il proprio contributo.  Ed è importante  per questo che l’ Italia torni attrattiva”.

 

GLI OSPITI Al workshop “Giovani italiani all’estero. Rientro, popolamento, solidarietà” hanno preso parte deputati eletti all’estero, professori, esponenti del mondo dell’emigrazione. A portare il suo saluto anche il Presidente del Comitato per gli Italiani nel mondo della Camera, il deputato della Lega eletto all’estero Simone Billi. Per il Pd sono intervenuti il deputato  Massimo Ungaro e la senatrice Laura Garavini. Ha preso parte al summit anche il Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del Maeci, Luigi Vignali.

 

GLI ESPERTI  Tra i realtori del seminario Maddalena Tirabassi , Direttrice del Centro Altre Italie:  “Quella che emigra è una popolazione che ha iniziato a sprovincializzarsi” ha detto Tirabassi precisando che chi emigra oggi è “una popolazione giovane che familiarizza con l’estero anche grazie alla scolarizzazione e a programmi come l’Erasmus”. “Oggi le donne sono più protagoniste rispetto al passato. Emigrano con più facilità. Abbiamo chiesto – ha continuato Tirabassi – a chi è partito ‘torneresti in Italia?’ le risposte dei nuovi emigranti sono state negative. Spesso chi parte si sente più europeo che italiano. Dalle nostre inchieste/interviste emerge inoltre, scarso amore per l’ Italia ma grande amore per la propria regione. Il proprio paese di provenienza. Ad andarsene non sono però solo gli italiani ma anche i nuovi italiani: scelgono di emigrare anche i figli degli emigrati”. È intervenuto alla talova rotonda anche il professore dell’Università di Verona e Membro del Comitato Scientifico Migrantes Riccardo Giumelli che ha sottolineato  che “gli italici sono una risorsa potentissima. Un patrimonio grandissimo, un potenziale enorme”. Per il professore se tanti giovani oggi scelgono di lasciare il Paese è per cercare soddisfazioni, per realizzarsi “Chi parte vuole che le proprie competenze vengano fuori” . “È importante promuovere il made in Italy – ha aggiunto Giumelli –  e la cultura italiana . Bisognerebbe sensibilizzare all’estero la cultura italiana”.

 

UNGARO (PD): POLITICA DIA RISPOSTE ALLA “GENERAZIONE ESODO” “Non è una fuga solo di cervelli. Sono cuori e braccia. Ci troviamo di fronte a una generazione-esodo non a una generazione Erasmus. I numeri dicono che siamo tornati all’emigrazione degli anni 70. Londra oggi è la quinta città d’Italia ad esempio. Troppo spesso ci si afferma in Italia più per le conosce che per la meritocrazia. La politica deve dare delle risposte. Prima di tutto ascoltare le esigenze di chi va fuori, poi ricordare che il rientro è difficile perché ricollocarsi nel mondo del lavoro in Italia ha le sue difficoltà. Vanno poi incentivati i contributi per chi torna in Italia. Vanno estesi gli sgravi fiscali” ha detto il deputato eletto all’estero del PD Massimo Ungaro.”Le comunità italiane all’estero vanno valorizzate – ha aggiunto – ma bisogna cambiare mentalità. È necessaria una rivoluzione culturale. Ai giovani non possiamo dire ‘aspetta e mettiti in fila’. Le loro competenze vanno riconosciute e valorizzate”.

 

GARAVINI (PD): NUMERI EMIGRAZIONE ALLARMANTI, NON DIVENTI EMORRAGIA “Ho l’ impressione che il tema sia finalmente di attualità. I numeri ci dicono che l’ emigrazione in Italia ha toccato oggi vette altissime e allarmanti. Oggi l’emigrazione rischia di essere un’ emorragia ”  ha detto la senatrice all’estero del Pd Laura Garavini. “Ritengo importante l’esperienza all’ estero. È una ricchezza per l’individuo e per il territorio di accoglienza. Tra le nuove emigrazioni abbiamo sempre più cervelli e manager. Queste intelligenze sono un arricchimento per il paese di provenienza e il paese di arrivo lì dove l’emigrazione è però anche circolarità”‘. “Il PD si è reso conto della tipologia del fenomeno e da tempo ha messo in campo iniziative per contrastare l’esodo” ha continuato Garavini. “Si va all’estero perché all’estero si hanno maggiori opportunità di carriera. E perché si riesce meglio a conciliare tempi di vita familiare e carriera, specie per le donne” ha detto la senatrice del PD. “Spesso poi si parte perché in altri Paesi si hanno maggiori diritti. In molti scelgono di lasciare l’Itala per vivere al meglio la propria sessualità e vedere riconosciuti i propri diritti. Sono tanti i tasselli che spingono i giovani ad emigrare. La politica deve quindi affrontare più questioni ma prima di tutto deve dare opportunità di lavoro. Opportunità che diano spazio al merito” ha concluso Garavini.

 

VIGNALI (MAECI): MANTENERE DIALOGO CON ITALIANI ALL’ESTERO “Chi parte non torna. È questo quello che preoccupa di più” ha detto il Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del Maeci, Luigi Vignali. “Il tema del rientro è assai complesso – ha aggiunto Vignali – noi come rete consolare abbiamo una responsabilità. Bisogna innanzitutto continuare a intercettare i giovani italiani all’estero e comprendere le loro esigenze e difficoltà. La seconda fase è quella di agevolare il loro percorso di integrazione. Gli italiani che partono oggi vogliono imparare la lingua ed essere guidati nel percorso di ricerca di casa e lavoro. Bisogna aiutarli – ha spiegato Vignali – utilizzando i nuovi strumenti. Abbiamo pensato ad una app per favorire la loro integrazione. Terzo punto importante è mantenere con loro un dialogo. A partite dai social network. E poi bisogna fornire servizi consolari digitali. I giovani italiani nel mondo oggi vogliono ottenere servizi per via digitale. È quindi importante offrire servizi adeguati. I giovani italiani all’estero – ha poi sottolineato Vignali – sono moltiplicatori di italianità. Sono una risorsa”. “È necessaria una mappatura di talenti. Capire dove sono e chi sono i nostri giovani” ha continuato. “Nella mia piccola e personale indagine tra i giovani italiani all’estero ho scoperto che la stragrande maggioranza tornerebbe in Italia ma solo se trovasse le giuste condizioni” ha concluso Vignali.

 

LE CONCLUSIONI Le conclusioni sono state affidate a Fabio Porta, ex parlamentare Pd e segretario Pd Brasile:  “La nostra idea è quella di dare delle risposte agli italiani nel mondo. Il nostro Comitato che si è costituito l’11 ottobre, non vuole sostituirsi alla politica ma cercare di snellire certe procedure e dare risposte nel più breve tempo possibile. Oggi abbiamo affrontato il tema del rientro. Ma promuoveremo tante altre proposte e idee che sottoporremo a governo, Parlamento e comuni. Siamo contenti del riscontro ricevuto oggi”. Il seminario di oggi ha infatti dato seguito ad un percorso che ha preso il via  l’11 ottobre 2018 sul rapporto con le giovani generazioni degli italiani all’estero: “Bisogna andare nel cuore dei problemi e trovare le soluzioni – ha concluso Porta – gli italiani all’estero sono una ricchezza. Hanno un motore in più. Una nuova sfida è quella mettere in contatto gli italiani che sono nati all’estero con i giovani italiani che emigrano oggi. Vogliamo realizzare presto i nostri obiettivi”. (21 feb – Gil)

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