“Il mio intento è quello di rendere le telecamere, nelle scuole ma anche nelle residenze per anziani e nelle strutture per i disabili, una normalità”. Così a Libero Annagrazia Calabria, 36 anni, deputata di Forza Italia, in merito alla legge che vorrebbe introdurre, nei centri in questione, il circuito di video-sorveglianza. Per evitare i maltrattamenti, gli asili-lager e gli ospizi-dell’orrore. “È chiaro che si tratta di un’emergenza”. “Servono pene severe e serve un sistema che tuteli i soggetti deboli”. Come la legge sulle telecamere. A che punto è? “È stata approvata lo scorso ottobre alla Camera e adesso è al Senato in fase referente, quella in cui si propongono gli emendamenti”. Però manca l’obbligo. Nella bozza licenziata a Montecitorio si fa riferimento a una semplice “facoltà” di installazione delle telecamere. “Di più non potevamo fare – spiega Calabria –. È stato un iter molto complesso, pieno di ostacoli”, “è stato un passo obbligato. Meglio di niente. Tra l’altro anche la mera facoltà, nella pratica, potrebbe avere effetti positivi” in quanto “Potrebbe innestare un meccanismo virtuoso. Se alcune scuole si dotassero di servizi di video-sorveglianza a circuito chiuso sarebbe già una conquista”. “Qualche mese fa ero a un convegno con le associazioni degli operatori che lavorano negli asili nido. Alcuni di loro, contrari alla legge, hanno sottolineato che la facoltà potrebbe penalizzare le piccole scuole perché molti genitori saranno spinti a preferire quegli istituti che hanno le telecamere, per stare più tranquilli. Basterebbe questo”. (22 FEB / red)