Roma, 22 feb – Tra solidarietà e opportunità di business, Brescia sposa il modello di un partenariato tra imprese africane e italiane. L’ idea è che questo grande continente rappresenti ormai “la nuova frontiera”, come ha detto ieri il leader dell’Aib Giuseppe Pasini. E c’ è da credergli, sottolinea il Corriere della Sera, visto che l’ Africa è destinata a triplicare la propria popolazione entro il 2100 e ad assistere a un importante boom economico. Ma se questa è la prospettiva finale, l’ attualità è fatta di mancanza di tecnologia, povertà e difficoltà di accesso all’ acqua, incapacità di trasformare materie prime in opportunità. La sfida quindi è inserirsi adesso, per non lasciare campi aperti solo all’ avanzata degli investimenti cinesi. Che ci sia bisogno di “un partenariato per il co-sviluppo” lo ha sottolineato anche Vincenzo Boccia: “È nell’ interesse di tutti” ha detto il leader nazionale di Confindustria. Si aprono opportunità per tutte le imprese, italiane e africane. Hanno bisogno l’ uno dell’ altro, oggi più che mai. Basti pensare che l’ industria bresciana, che vive di rapporti con l’ estero, vende in Africa prodotti per 600 milioni che valgono “il 3,9% dell’ export. Un dato che nel 2017 è calato del 20%»”denuncia Pasini. Ecco perché creare collaborazioni è decisivo. (red)