Roma, 22 feb – Creare una esatta definizione giuridica del concetto di “beni comuni”, partendo dall’intuizione di Stefano Rodotà che li aveva posti come terza via tra pubblico e privato. Sotto questa tema il presidente della Camera Roberto Fico ha riunito alla Camera i sindaci d’Italia e l’Anci spiegando che la questione dei beni comuni “presenta una forte importanza ed è quanto mai attuale” anche perché tali beni “soffrono nella gran parte dei casi di una situazione altamente critica, per problemi di scarsità e di depauperamento, e che quindi richiedono una specifica garanzia normativa. Il regime dei beni pubblici, in particolare quello dei beni demaniali, non sembra più in grado di tutelarne fino in fondo il senso e la finalità stessa”. La definizione di bene comune passa anche per un patto tra istituzioni e cittadini, come spiega anche Roberto Decaro, presidente dell’Associazione nazionale dei comuni italiani: “I cittadini sono portatori non solo di bisogni e richieste ma anche di proposte, competenze ed energie capaci di rianimare le città, sono i nostri alleati più preziosi nell’attivazione di proposte virtuose, a volte anticipando o sostituendosi di fatto alle istituzioni”.
(SEGUE)