Roma, 26 feb – Dall’11 al 21 marzo le esperte del Grevio, attraverso una serie di visite mirate, metterà a confronto quanto dichiara il governo in materia di prevenzione e contrasto sulla violenza e quanto denunciano le organizzazioni della società civile.
Nelle 75 pagine in cui si declina, il Report, coordinato e curato da Elena Biaggioni e Marcella Pirrone, esamina sette ambiti trattati dalla Convezione (politiche integrate e raccolte dati; prevenzione; protezione e sostegno; diritto sostanziale; indagini, procedimenti penali, diritto procedurale e misure protettive; migrazione e asilo) e ne disamina le criticità nell’applicazione normativa italiana, indicando di volta in volta raccomandazioni e possibili soluzioni.
“La Convezione di Istanbul è uno strumento nato da fitte contrattazioni tra le diverse istituzioni europee ed esperte attiviste, che hanno interloquito fortemente durante la compilazione – ha spiegato Marcella Pirrone, avvocata del centro antiviolenza GEA di Bolzano e membro direttivo Wave Women against violence Europe -. È stata scritta così bene che ha incontrato una feroce opposizione, soprattutto nei paesi dell’Est. A dimostrazione che i diritti acquisiti non sono intoccabili”.
Le ha fatto eco Elena Biaggioni, avvocata del Centro antiviolenza di Trento: “I diritti umani vengono codificati perché è molto facile tornare indietro: che si potessero vedere le donne come fattrici di bambini era impensabile fino a qualche anno fa; come era impensabile lo sdoganamento a cui assistiamo oggi di misoginia e sessismo. I diritti, dunque, sono codificati perché rappresentano un argine. Istanbul ci dice che ci sono dei vincoli invalicabili”.
(PO / SEGUE)