Roma, 27 feb – “Sono molto, molto soddisfatto”. E’ ancora in Senato il vicepremier Luigi Di Maio quando commenta a caldo con i giornalisti il via libera da parte di Palazzo Madama al decretone che contiene reddito di cittadinanza e quota 100. Il testo, che ora passa alla Camera, è stato approvato con 149 voti favorevoli, 110 contrari e 4 astenuti. Momenti di forte tensione in aula, in particolare durante le dichiarazioni di voto di Matteo Renzi a nome del Pd, di Annamaria Bernini a nome di Forza Italia e di Paola Taverna per il gruppo M5S. La presidente Elisabetta Alberti Casellati ha sospeso la seduta perché i senatori di Forza Italia indossavano dei gilet azzurri con la scritta “Sì lavoro, no bugie”, mentre stava intervenendo la capogruppo Bernini. “Il folklore non appartiene all’aula del Senato ma soltanto alle piazze. E’ una vergona” ha detto la presidente del Senato sospendendo i lavori dell’aula. “Voi vi siete recati a Bruxelles, caro ministro Di Maio, con l’atteggiamento ‘Denim’ dell’uomo che non deve chiedere mai, che si trappa la camicia, come quelli che dicono: siamo qui solo per portare a casa dei risultati – ha detto la Bernini nel suo intervento – In realtà vi siete sbagliati, non siete andati a Bruxelles, siete tornati a Canossa! E purtroppo avete portato a casa un pessimo risultato per l’Italia. Questo provvedimento che avete descritto a tutti come l’abolizione della povertà, come un momento di felicità per il Paese, si è rivelato una promessa mancata. Ma gli italiani si stanno già svegliando dall’anestesia delle parole vuote, dalla propaganda e dagli slogan, si stanno svegliando dal letargo, dal torpore, dall’illusione della povertà abolita da Vespa. La povertà si abolisce con il lavoro”. Parole durissime anche da parte dell’ex premier Matteo Renzi: “Questo decreto-legge segna la fine dell’innocenza del governo giallo-verde rispetto alla campagna elettorale” e “un clamoroso atto di masochismo di fronte alla crisi economica che stiamo per vivere”. (PO / SEGUE)