Roma, 27 feb – Ci sarà tempo fino al 29 marzo per approvare in via definitiva il decretone, con le misure su reddito di cittadinanza e Quota 100, che ha avuto il primo via libera oggi dal Senato, con 149 voti favorevoli, 110 contrari e 4 astenuti (Leu). Ora il provvedimento passa all’esame della Camera, che dovrà sciogliere alcuni nodi non risolti dal passaggio a Palazzo Madama. Tra i punti “caldi” in questione, la quantificazione delle risorse per le famiglie numerose e con disabili, aspetto su cui dovrà essere messa nero su bianco l’intesa di massima raggiunta tra M5S e Lega, ma anche lo stop alla finestra mobile di tre mesi per i lavoratori impegnati in attività gravose (è in corso in merito il confronto tra governo e sindacati), i tagli alle pensioni dei sindacalisti (con un emendamento prima presentato e poi ritirato dai 5 Stelle anche per via dello stop da parte della Commissione Bilancio: ma i pentastellati hanno annunciato l’intenzione di ripresentarlo in maniera corretta a Montecitorio) e la questione del riscatto degli anni della laurea ai fini pensionistici, con il governo che ha annunciato l’intenzione di innalzare dai 45 anni (fissati nel decreto varato da Palazzo Chigi a metà gennaio) a 50 il tetto anagrafico per usufruire del riscatto agevolato. (SEGUE)