Roma, 28 feb – “Sapevamo che la Ue non guardava di buon occhio la riforma di quota 100” ed “i conti pubblici sono a posto. Era obbligatorio affrontare subito le emergenze sociali e quindi siamo partiti da chi era più in difficoltà. Ma sappiamo anche che nei prossimi mesi bisogna passare a una fase nuova, un grande piano per lo sviluppo che porti l’Italia a essere la prima forza manifatturiera d’Europa”. Così Lugi Di Maio in una intervista a Repubblica. Inoltre “sto lavorando da diverse settimane a un grande piano di politica industriale basato su tre assi. Primo: accordi con altri Paesi sulle esportazioni, cominceremo dalla Cina. Secondo: abbassamento del costo del lavoro. Abbiamo cominciato con il decreto Inail: un’azienda che fin qui pagava 26 mila euro di premi all’anno ne pagherà soltanto 11 mila. Terzo, un decreto sbloccantieri. Dimezzeremo i tempi di consegna dei cantieri, e cambieremo il codice degli appalti e il meccanismo di assegnazione delle gare”. E la Tav? “Non parlo finché non troveremo un accordo nella maggioranza”. Replica poi Boccia quando dice che il governo è ostile all’industria: “Dimostreremo che non c’è ostilità. Tante piccole, medie e grandi imprese coglieranno l’occasione di accedere al miliardo di venture capital per le start up e ai 10 miliardi per la messa in sicurezza del territorio annunciati da Conte. Coordineremo le azioni delle partecipate di Stato come Snam e Fincantieri”. (red)
