Roma, 17 dic – Altro “vizio” del giornalismo italiano è quello di assegnare l’articolo determinativo ad un nome femminile. Per esempio “..afferma la Aspesi o ricorda la De Antoni”. “L’articolo davanti ai nome femminili è insopportabile – afferma il direttore de l’Unità”. Io non l’ho mai usato e l’ho sempre reputato fastidioso. Nel momento in cui ho avuto la fortuna di poter stabilire che si faceva come dicevo io (da quando è direttore de l’Unità, ndr), da quel momento si fa così. E’ proprio ingiurioso usare l’articolo davanti ai nomi femminili. Il linguaggio definisce le cose, costituisce l’essenza delle cose in maniera attiva. Continuare ad utilizzare l’articolo determinativo davanti ai nomi femminili, li reifica, li spersonalizza, li mette al rango di una tazza di tè. Parte dal principio che la norma sia basata sul il maschile. Ma non è così, non esiste norma. Anzi, la maggior parte della popolazione è femminile quindi se dovessimo stabilire che è la maggioranza a stabilire la norma dovremmo dire il contrario. Insomma, bisognerebbe dire ad esempio “il Zoff” e non “La Aspesi”. Ma culturalmente la norma è maschio, quindi si stabilisce che l’articolo si mette davanti al nome femminile. E’ un pregiudizio”. Parliamo Italiano è la trasmissione di Raitalia per la promozione della lingua italiana. Insieme ai conduttori vi è in studio in ogni puntata il prof. Giuseppe Patota della Dante Alighieri, mentre Tullio Solenghi legge e interpreta le voci del dizionario italiano. In onda su Raitalia 1 dal martedì al sabato alle 00.15 ora italiana e in replica alle 19.00 ora italiana; su Raitalia 2 dal martedì al sabato alle 9.45 ora italiana e in replica alle 3.30 ora italiana; su Raitalia 3 dal martedì al sabato alle 12.30 ora italiana; in Europa e in Italia (sul canale 804 di Sky) dal lunedì al venerdì alle 18.30 ora italiana e in replica alle 15.00 ora italiana. Ogni trasmissione è visibile il giorno dopo la messa in onda su internet, on demand all’indirizzo www.international.rai.it