Roma, 17 dic – E’ chiaro che c’è molto da fare, ma c’è un processo politico che va avanti. E’ stato siglato l’accordo con gli Stati Uniti per il ritiro delle truppe, ora c’è la necessità di un grosso impegno per la formazione nel settore della sicurezza cui sta partecipando anche l’Italia. L’Iraq è un paese che ovviamente ha delle risorse, ma ha bisogno di un grosso sforzo dal punto di vista istituzionale e di sostegno alle capacità in modo che possano utilizzare al meglio tali risorse”. Lo ha detto l’ambasciatore italiano a Baghdad Maurizio Melani, a margine della sesta Conferenza degli Ambasciatori in corso alla Farnesina, a proposito delle situazione politica ed economica attuale in Iraq. Secondo Melani, ”L’Italia è stata molto presente in Iraq anche in passato nel settore delle infrastrutture, in quello elettrico e in quello energetico” e quindi “quanto più il Paese si stabilizza, tanto più ci sono tutte le condizioni per le aziende italiane affinchè questa attività possa riprendere in modo importante”. Melani ha sottolineato anche la condizione di pericolo in cui versano le comunità cristiane di Mosul, “che sono minoranze forti ma certamente vulnerabili. E’ importante però che restino nel Paese, perchè fanno parte della cultura irachena, e che vengano tutelati dalla comunità internazionale”.
(Sis)