Roma, 28 feb – “Il fenomeno del rientro in patria degli italiani emigrati costituisce un aspetto alquanto complesso e ancora poco studiato delle migrazioni italiane, giacché le stesse statistiche non ne rendono adeguatamente né la pendolarità, né la circolarità, né l’emigrazione clandestina, per citarne alcuni limiti, tuttavia è istruttivo osservare che le rilevazioni più complete – segnatamente quelle a partire dal 1921 – mostrano che su 29.350.000 emigrati ne sono tornati 11.045.704, ossia oltre un terzo, che comunque varia da paese a paese, per cui nel complesso è possibile affermare che la tendenza a tornare nella terra di origine riguardi storicamente circa un terzo degli espatriati. A questi poi vanno aggiunti i cosiddetti ‘falsi rientri’ che riguardano non chi ha lasciato il paese per poi tornare, bensì gli oriundi italiani di seconda o più generazione che fanno il loro ingresso in Italia. A questa emigrazione è peraltro collegato il controverso tema della cittadinanza”. Così si legge sul documento finale del workshop “Giovani italiani all’estero. Rientro, popolamento, solidarietà” promosso dal Comitato “11 Ottobre di iniziativa per gli italiani nel mondo” guidato dall’esperto Aldo Aledda che si è tenuto il 21 febbraio nella sala Nilde Iotti della Camera dei deputati. (red)
