Roma, 4 mar – Momento centrale è stata la tavola rotonda, organizzata in collaborazione con l’ICE ufficio di Bogotà e la Camera di commercio di Bogotà, uno spazio di confronto per presentare l’eccellenza della meccanizzazione agricola e dell’ortofrutticoltura specializzata emiliano-romagnola e per approfondire le prime concrete opportunità di collaborazione attraverso le attività che verranno realizzate. Introdotta dall’ambasciatore italiano in Colombia, Gherardo Amaduzzi, dal direttore dell’Ufficio Ice di Bogotà, Riccardo Zucconi, la tavola rotonda, moderata da Mary Gentili di Unioncamere Emilia-Romagna, ha visto i contributi del professor Giorgio Prosdocimi Gianquinto (Università di Bologna), di Enrico Turoni presidente Cermac e titolare della T.R srl (una delle 12 aziende partecipanti al progetto) e di Renzo Piraccini presidente di Macfrut e di Fiera Cesena SpA. Oltre 60 gli operatori colombiani presenti che hanno avuto una completa informazione sull’eccellenza della meccanizzazione agricola e dell’ortofrutticoltura specializzata emiliano-romagnola, in particolare delle 12 aziende regionali partecipanti al progetto. E’ stato illustrato lo stato dell’arte della coltivazione ortofrutticola emiliano-romagnola, il posizionamento nel contesto mondiale, la validità delle tecnologie prodotte in Emilia-Romagna, le principali tendenze del commercio internazionale della meccanica agricola nel settore ortofrutticolo e i riflessi sulle importazioni ed esportazioni colombiane. Le successive visite in alcune aziende agricole colombiane, individuate da Ice Bogotà, sono state un utile strumento per confermare come le tecnologie emiliano-romagnole applicate alla produzione ortofrutticola del Paese Sudamericano possano migliorarne la qualità in modo tale da meglio soddisfare le esigenze del mercato interno e renderlo più adeguato agli standard internazionali. Di particolare rilievo sono state le visite alle aziende situate in zona montana a oltre 3000 metri di quota, specializzate nella coltura di frutta tropicale – in particolare Uchuva e Gulupa – che necessitano di riciclare gli scarti di prodotto attraverso impianti adeguati. Sono seguite visite a centri di smistamento di frutta e verdura per la verifica delle importazioni, il sistema logistico e il grado di imballaggio. (BIG ITALY / SEGUE)