Roma, 4 mar – Si prevede che “le pene passino da un minimo di 3 a un massimo di 6 anni per lo spaccio di droga” e una multa “da un minimo di 5mila a un massimo di 20mila euro”, prosegue Salvini sottolineando che “non c’è un intento punitivo nei confronti di chi consuma. Voglio togliere dalle strade chi campa spacciando droga. Poi quello che ciascuno fa nella sua vita privata non sta a me giudicarlo”. E ancora: “I venditori di morte li voglio veder scomparire dalla faccia terra”. Immediate le reazioni delle opposizioni. “La guerra alla droga di Salvini segue quella di 40 e passa anni fa, portata avanti da Ronald Reagan – afferma Giuseppe Civati, fondatore di Possibile -. Un modello che ha fatto milioni di morti e peggiorato la vita di migliaia di persone. Un ritorno al passato doloroso e insensato”. “Un alleato si schiera favore della liberalizzazione della cannabis, l’altro risponde con una proposta di legge per raddoppiare le pene e rimettere in discussione la lieve entità. Ci hanno abituato al dualismo, ma qui si rasenta la schizofrenia”, attacca il deputato di Forza Italia, Roberto Novelli. “Salvini torna a fare il capopopolo – afferma la parlamentare del Pd Enza Bruno Bossio – e a sventolare la bandiera dell’uomo duro al comando, prendendo a pretesto e strumentalizzando un drammatico caso di cronaca, ignorando le conseguenze di queste scelte”. (Red)