Roma, 24 dic – “Presidente, le promettiamo che come italiani all’estero ci comporteremo bene nei nostri Paesi di adozione, manterremo alto il prestigio dell’Italia, e faremo onore alla Patria, alle radici e a tutto il resto. In cambio ci premerebbe che anche dal suolo natio si adottasse qualche comportamento che non ci facesse vergognare di essere italiani. Ad esempio che non ci fossero collusi con la mafia nel governo e nel Parlamento, che le alte cariche dello stato non fossero coperte da immunità per qualsiasi reato, che la spazzatura a Napoli venisse raccolta, che i sindaci e gli amministratori pizzicati con le mani nel sacco fossero costretti a dimettersi ed i Comuni commissariati immediatamente”. E’ un passaggio dell’intervento del noto economista internazionale Fabio Scacciavillani, direttore ricerche macroeconomiche e statistiche del DIFC, Dubai International Financial Centre e presidente del comitato scientifico dell’associazione “Forche Caudine”, storico circolo dell’emigrazione molisana (www.forchecaudine.it), in risposta alle parole rivolte nei giorni scorsi dal capo dello Stato agli italiani all’estero. “Mentre in Italia la legalità è considerata un optional per i fessacchiotti, nei Paesi civili è una faccenda seria in base alla quale si giudica lo standard dei singoli e delle società in generale” continua Scacciavillani, esperienze professionali in Confindustria a Roma, al Fondo monetario internazionale a Washington, alla Banca centrale europea a Francoforte fino al ruolo di executive director di Goldman Sachs a Londra, la nota banca d’investimenti americana da cui proviene anche Mario Draghi. “Per cui – insiste l’economista molisano – non ci fa per niente piacere e anzi ci disgusta che il nostro Paese abbia un tasso di corruzione da Africa Sub-Sahariana e che ogni qual volta si arresti un politico che ruba, le massime cariche dello Stato si affrettino a prendersela con i giudici ed i poliziotti”.