(6 marzo 2019) Per sei giorni, dal 27 agosto al primo settembre, Mosca si trasformerà nella capitale mondiale del settore aerospaziale. In tali date si svolgerà infatti all’aeroporto Zhukovsy l’edizione 2019 del Maks, il Salone internazionale dell’aviazione e dello spazio che quest’anno come non mai sarà all’insegna dei grandi numeri e del grande pubblico: oltre a quello degli appassionati è infatti prevedibile la partecipazione di un piccolo esercito di addetti ai lavori che avranno un’occasione unica per entrare in contatto con il meglio del mercato a livello planetario. In particolare, quest’anno il Maks rappresenterà una vera e propria “vetrina d’oriente”, essendo la Cina partner dell’evento: difficile dunque sovrastimare la rilevanza dell’opportunità che si presenta alle aziende del settore per trovare sbocchi al proprio business. E che le imprese italiane abbiano colto lo spessore dell’evento è apparso chiaro dalla folta presenza dei loro rappresentanti all’incontro organizzato sul tema dalla Regione Lazio in collaborazione con l’Ice nella sede centrale di Lazio Innova dove il Maks 2019 è stato presentato alle realtà imprenditoriali del settore operanti nella regione.
“Lo scopo è quello di creare una base solida tra le ditte russe e italiane. E creare un rapporto significa non solo far conoscere il prodotto ma crearne il mercato” ha sottolineato Dmitri Pavlenok, rappresentante della Rostec, la corporazione statale russa che comprende più di mille aziende aerospaziali della Federazione, pilastro dell’organizzazione del Salone al Zhukovsky, ribadendo che le premesse affinché il Mask 2019 diventi una fenomenale piattaforma per il B2B ci sono tutte. Ben tre dei sei giorni della manifestazione saranno infatti riservati “agli affari” “e non capita certo tutti i giorni di poter entrare in contatto con un mercato immenso come quello russo e cinese in un colpo solo”. Inoltre, il delicato tema della logistica è stato letteralmente spianato: “Nessun problema per le imprese che avranno necessità di portare al Mask del materiale d’esposizione – assicura il rappresentante del Rostec -. Al riguardo abbiamo creato tutte le condizioni per supportare la logistica con agio”. Del resto, che l’impegno del Rostec sia una garanzia lo hanno già ampiamente sperimentato realtà quali Leonardo, Finmeccanica e Pirelli che col supporto della corporazione, in Russia hanno già presentato diversi progetti.
Al di là del business, Pavlenok ha voluto anche porre l’accento sull’aspetto più prettamente “popolare” della manifestazione, che nei giorni di apertura al pubblico è destinata a un sicuro “sold-out”. Parlano da soli, al riguardo, i numeri dell’edizione del 2017. Ebbene, due anni fa al Maks affluirono più di mezzo milione di visitatori che ebbero la possibilità di assistere a una serie di esibizioni condotte da una flotta di 90 velivoli nonché visitare una mostra con l’esposizione di 116 aerei; furono inoltre 880 le aziende coinvolte da ben 37 Paesi per un potenziale commerciale complessivo di più di otto miliardi di euro; addirittura 70mila gli specialisti del settore presenti per l’occasione allo Zhukovsky e più di 1.500 i meeting tematici svolti. Numeri che comunque, nell’edizione in arrivo, sono destinati ad essere addirittura superati. Come ha infatti ribadito l’ingegner Luigi Lombardi di Aerospace Gateway, la start up fondata nel 2016 che aiuta le piccole e medio aziende dell’aerospazio e di difesa italiane a competere al livello mondiale, “Il Maks 2019 sarà la porta d’oriente per il mondo aerospaziale russo-cinese, quindi rappresenta una doppia opportunità. Vogliamo perciò portare al Salone che si svolgerà a Mosca delle aziende qualificate italiane che hanno possibilità di rappresentare i loro prodotti organizzando business to business non classici. Proprio attraverso la connessione domanda-offerta e le analisi di mercato – ha spiegato Lombardi – l’obiettivo è quello di creare un rapporto stretto e un contatto diretto tra le nostre aziende aerospaziali e la controparte estera per chiudere degli accordi internazionali. All’interno del Maks intendiamo, inoltre, costruire una grande area Italia per ricreare il brand del Belpaese e del Made in Italy che ci contraddistingue”. (Gds)