Roma, 6 mar – “Ho varato 11 miliardi in 3 anni per il dissesto idrogeologico per rafforzare la domanda interna”. Da Belgrado, dove si è recato in occasione del doppio anniversario dei 140 anni dei rapporti diplomatici e dei 10 di partenariato strategico tra Italia e Serbia, il capo del governo Giuseppe Conte ha rivendicato le iniziative politiche interne, a suo dire poco reclamizzate dai media. Rispondendo alle domande che lo incalzavano sulle stime negative dell’Ocse, il premier si è detto consapevole della congiuntura economica sfavorevole, richiedendo tempo per misurare gli effetti che le riforme applicate produrranno: “Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza – ha detto – aspettiamo a valutarne l’impatto”. Conte ha spiegato come Italia e Serbia siano accomunate dal percorso di riforme strutturali che i due paesi hanno avviato. In particolare, si è soffermato sul ruolo geopolitico che Belgrado riveste nei Balcani, lodando l’operato diplomatico del Presidente della Repubblica Serba Vucic che, nell’ambito della questione kosovara, non ha reagito ai dazi imposti da Pristina: “Imporre i dazi non serve. L’unica prospettiva è il dialogo in cui tutti devono dimostrarsi saggi e Vucic lo è stato; io confido nel fatto che tali misure vengano rimosse. Parlerò con la Mogherini perché faciliti il dialogo”, spiega Conte, che aggiunge “con un interscambio di 4 miliardi di euro, i numeri dimostrano come la collaborazione (tra Italia e Serbia, ndr) sia intensa in tutti i settori. La nostra volontà è rafforzare questi legami”. La giornata si era aperta con una prima visita al Premier Ana Brnabic, dove Conte aveva già candidato il nostro paese come ambasciatore Europeo delle istanze del popolo serbo, pronto a sostenerne il cammino verso Bruxelles. Ricordando poi come l’Italia sia il principale sbocco dell’export serbo, il capo del governo italiano ha incoraggiato la via del compromesso come stabilizzatore della penisola balcanica. (red)